Costruttore: RUAG Aerospace, Emmen (SF Schweizerische Unternehmung für Flugzeuge und Systeme / Eidgenössisches Flugzeugwerk Emmen, F+W)
In funzione dal: 2001
Numero di velivoli acquistati: 28
Numero di velivoli ancora in impiego: 16 (stato ottobre 2011)
Immatricolazione: Da D-107 fino a D-134
L’ADS 95 è il primo sistema di ricognitori d’esplorazione telecomandati senza equipaggio acquistato e messo in servizio dalle Forze aeree svizzere. Il volume d’acquisto comprendeva essenzialmente i seguenti elementi del sistema:
- 28 velivoli «Ranger»
- 28 sensori elettroottici
- 8 stazioni di controllo a terra
- 8 installazioni di comunicazione
- 8 catapulte
- 8 sistemi d’atterraggio
- 8 unità riceventi mobili
- 4 posti di comando mobili per l’impiego di drone
- simulatori, varie modifiche architettoniche alle infrastrutture degli aerodromi
Il ricognitore telecomandato d’esplorazione F+W Ranger, sviluppato su ordine dell’allora Aggruppamento dell’armamento (oggi armasuisse
), ha effettuato con successo il suo primo volo il 21 dicembre 1988. Questa prima versione era azionata da un motore a due cilindri in linea a due tempi F+W/Göbler-Hirthmotor F-31 di 28 kW (38 CV) e poteva raggiungere una velocità massima di 220 km/h. Il Ranger può essere equipaggiato a scelta con un telaio convenzionale oppure, in caso di impiego normale, con un sistema d’atterraggio dotato di pattini. I pattini consentono un esercizio di volo senza la necessità di disporre di aerodromi appositamente preparati. Si decolla da una catapulta lunga 16 m che in origine era montata su un veicolo fuoristrada del tipo Steyr «Pinzgauer 6x6». Dal momento in cui è iniziata la produzione in serie, la catapulta di lancio idraulica (Launcher) non viene più montata in modo fisso su un Pinzgauer come il prototipo, bensì su un furgone fuoristrada Bucher «Duro». Come terreno d’atterraggio è idoneo un prato pianeggiante.
La ditta RUAG Aerospace, che allora si chiamava ancora Fabbrica federale d’aeroplani di Emmen, e successivamente SF Impresa svizzera d’aeronautica e sistemi, è attiva nel campo dei drone dal 1983. Nel settembre del 1988 la Svizzera ha deciso di acquistare dei drone d’esplorazione propri che fossero adatti alle esigenze del Paese (velivoli senza equipaggio, detti anche RPV). Le prove effettuate con il primo ricognitore sviluppato, un velivolo del tipo «Scout», non hanno dato risultati soddisfacenti dal punto di vista della sicurezza. Il successivo F+W Ranger, contrassegnato con la denominazione militare ADS 90, è stato testato dalla truppa nell’estate del 1991. Un nuovo tipo di aeromobile è entrato così a far parte dell’arsenale dei velivoli immatricolati militarmente in Svizzera. Tutti i drone recano il contrassegno D- accompagnato da un numero a 3 cifre (gli ADS 90 Ranger sono stati contrassegnati con le cifre D-101 fino a D-106). Secondo le previsioni, l’acquisto avrebbe dovuto avvenire nell’ambito del Programma d’armamento 1992. L’ADS 90 previsto comprendeva una stazione di controllo nonché due drone telecomandati equipaggiati con telecamere a infrarossi e quattro con telecamere televisive per l’osservazione dell’avversario. In una prima fase avrebbero dovuto essere acquistati quattro sistemi con 40 velivoli. Tuttavia, l’introduzione del drone nel nostro esercito ha subito un ritardo, e la designazione del tipo è stata infine cambiata in ADS 95. Nell’ambito del Programma d’armamento 1995, il Consiglio federale ha chiesto definitivamente alle Camere l’acquisto di quattro sistemi con sette velivoli ciascuno. Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale hanno dato la loro approvazione nell’autunno del 1995. Secondo la pianificazione di allora, i drone avrebbero dovuto essere consegnati nel 1998/99, ma, per vari e complessi motivi, hanno potuto essere consegnati ufficialmente alle Forze aeree solo il 10 dicembre 2001.
Con l’ADS 95, le Forze aeree dispongono oggi di un mezzo tecnologicamente all’avanguardia per la ricerca d’informazioni. Il comando droni 84
(cdo droni 84), con sede presso l'aerodromo militare di Emmen, provvede affinché anche il sistema venga gestito da personale altamente istruito. Il comando si occupa della selezione e dell'istruzione dei piloti di drone e degli operatori payload per la squadriglia di droni 7
(sqg drone 7). Inoltre, il comando garantisce il servizio di volo quotidiano con l'organizzazione professionista ed è responsabile dell'elaborazione di regolamenti e documentazioni nonché delle procedure d'impiego specifiche.
I droni persi nel corso dell'anno sono stati 12. Alcuni di essi sono andati distrutti in incidenti, mentre altri non sono più stati riparati a causa dei costi elevati (stato 2012).